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Aqua Sport Santerno al mare d’autunno.

15146691_10211042441726437_1339536136_o Aqua Sport Santerno al mare d’autunno.

Sabato 26 novembre Aqua Sport Santerno torna in mare.

Il tratto proposto è dalla Baia di Vallugola, sotto Gabicce Monte, a Pesaro e ritorno, per un percorso totale di circa 20 km.

Il giro si svolge di fronte al Parco del Monte San Bartolo, al confine tra la Romagna e le Marche, dove spicca la bellezza del piccolo borgo medievale a picco sul mare di Fiorenzuola di Focara, la cui spiaggia selvaggia è raggiungibile o via mare o da un inerpicato sentiero con duecento metri di dislivello: una piccola perla poco conosciuta dietro casa nostra.

Probabilmente faremo due gruppi, uno dei quali non farà tutto il percorso ma si fermerà sulla spiaggia di Fiorenzuola e ritorno, per un percorso totale inferiore ai 10 km.

Se il meteo lo consente e non si gela il primo gruppo può fermarsi a riposare e sgranchire le gambe sulla spiaggia di Fiorenzuola e con calma rientrare.

15133935_10211042446206549_1524626696_oPartiremo comunque tutti assieme seguendo la velocità delle imbarcazioni più lente. Da Fiorenzuola, con chi se la sentirà di prolungare il giro, faremo un gruppo “veloce” che si spingerà fino all’imboccatura della marina di Pesaro per poi rientrare a Vallugola.

Se siamo pochi o particolarmente omogenei nel passo lento o veloce che sia possiamo decidere altrimenti, tenendo anche conto della condizione meteo.

Per poter decidere cosa fare senza preclusioni dovremmo essere imbarcati e con la pagaia in mano non più tardi delle 11.00, per cui partenza tassativa dalla sede fluviale River Side (Imola) con le canoe sulle macchine non più tardi delle 9.00.

Per chi deve noleggiare la canoa l’appuntamento sarà alle 07.45 al Canoa Club Bologna “CCBO” a Casalecchio di Reno, in via Venezia 1.

Per organizzarci con attrezzature e auto bisogna che entro mercoledì 23/11 chi deve noleggiare ci dia certa disponibilità di adesione.

Potete contattarci fin da adesso info:

info@aquasportsanterno.it

cell. 3388210647- 3931949399 (Giancarlo e Nadia)

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Domenica 16 ottobre “River Sup” a Valstagna

Domenica 16 ottobre “River Sup”.

AquaSport Santerno, propone un giornata all’insegna del divertimento in un nuovo modo alternativo di scendere il fiume.

paso-supLo staff ASSI in collaborazione con il centro SupGarda  porterà lo Stand Up Paddle applicato nel fluviale.

Attività aperta tutti coloro che vorranno divertirsi in compagnia.  Scenderemo il fiume Brenta, difficoltà I°\II°. Possibilità di scendere anche in kayak.

X meglio gestire l’evento,  i SUP e l’attrezzatura dovranno essere prenotati  in segreteria entro venerdì 14.

Appuntamento è domenica 16 ore 11:30 a Valstagna.

Partenze da Imola ore 8:00 e da  Bologna ore 8:30.

Info e prenotazioni: info@aquasportsanterno.it 3388210647; Daniele 3342322746

Vi aspettiamo numerosi!!!!

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ASSI in Svizzera 24/25 settembre

ASSI in Svizzera 24/25 settembre.  

svizzer 1 La scuola di canoa AquaSport Santerno si trasferisce per il weekend in Svizzera.

Partenza da Funo di Argelato (Bologna) alle ore 21:00 di venerdì 23 settembre, sono 350 km da Bologna, quasi tutti in autostrada (Bologna/Milano/Como/Chiasso/Bellinzona/Valle del Moesa).

 

Per dormire camper propri o tende proprie, si dorme in boschi (infestati da fate, gnomi e folletti) e/o parcheggi.

 

La difficoltà dei percorsi fluviali cambia notevolmente in base alla portata dei fiumi/torrenti, si scenderanno alcuni tratti del fiume Moesa, con difficoltà Medio/Mediobasso e uno dei tratti del torrente Verzasca/Calancasca, con difficoltà Alta/Medioalta, i percorsi verranno scelti in base alle capacità dei partecipanti/portata m3/s.

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Non solo canoa… domenica arrampichiamo anzi… Boulder nel bosco di Cresciano.

Per qualsiasi info: info@aquasportsanterno.it

cell. 3388210647- Sticca Massimo Guida Fluviale

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Svizzera – 4 giorni nel Grigione

4 giorni nel Grigione  

La carovana parte da Funo di Argelato (Bologna) alle ore 21:00 di mercoledì 1 giugno, in loco formazione equipaggi, sono 350 km da Bologna, quasi tutti in autostrada (Bologna/Milano/Como/Chiasso/Bellinzona/Valle del Moesa).

svizzera 4Per dormire camper propri o tende proprie, si dorme in boschi (infestati da fate, gnomi e folletti) e/o parcheggi.

La difficoltà dei percorsi fluviali cambia notevolmente in base alla portata dei fiumi/torrenti, si scenderanno alcuni tratti del fiume Moesa, con difficoltà Medio/Mediobasso e uno dei tratti del torrente Verzasca/Calancasca, con difficoltà Alta/Medioalta, i percorsi verranno scelti in base alle capacità dei partecipanti/portata m3/s.

Il ritrovo per tutti sarà a Fiumegia Via Norantola Svizzera (punto di imbarco/sbarco di vari tratti), il Moesa è regolato da diga che scaricherà alle 10:30 circa per 2 ore di acqua, per questo motivo l’orario del ritrovo è alle 10:00.

Non solo canoa… arrampichiamo nelle falesie del Cantone Ticino

p.s. portarsi un documento valido per l’espatrio.

Per qualsiasi informazione contattarmi. Sticca Massimo – Guida Fluviale 338 – 8210647 m.sticca@yahoo.it   p.s. portarsi un documento valido per l’espatrio.

btrnta

ASSI!!! Brenta!Brenta!Brenta!

ASSI!!! Brenta!Brenta!Brenta!

Attenzione!Attenzione!

Corsisti e principianti: domenica 19 Giugno uscita per tutti sul Brenta!

btrntaAppuntamento e partenza dalla sede estiva AquaSport Santerno alle 08,40 a River Side a Imola per quelli che vengono dalla Romagna, si passa poi da Bologna per unirsi al resto del gruppo, quindi secondo appuntamento alle 09,15 davanti alla piscina dell’Arcoveggio (uscita 6 della tangenziale).

Quindi inforchiamo l’autostrada per Padova per arrivare, in un paio d’ore, a Valstagna e imbarcarci davanti alla scuola sopra il campo slalom alle 11,30.

Se il Panaro è un fratello maggiore e il Santerno un babbo preciso, il Brenta è senza dubbio la mamma di tutti i corsisti!

Vi cullerà sui suoi treni d’onda e proverete le prime entrate in morta non troppo piano né troppo forte…come una mamma premurosa avrà cura di voi…e se qualcuno farà il bagno non sarà un problema… perché il Brenta è come la mamma: ti perdona sempre!

Naturalmente in acqua ad accompagnare e a tirar su tutti ci sarà Max Stick, per l’organizzazione logistica invece non indugiate a contattare me. info@aquasportsanterno.it

Giancarlo 393 1949399

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L’isola che non c’è.

Un grande ringraziamento a Tito e Francesco Pamio e a tutto il gruppo Arcobaleno Canoa che ha organizzato e reso possibile la gita a Venezia di sabato 6 febbraio alla quale ha partecipato anche un gruppo di canoisti Assi, emiliano romagnoli.

L’isola che non c’è.

varie defLe barche allineate sul molo, una foto di gruppo e si parte:
dopo pochi metri la laguna si apre davanti ai nostri occhi, la temperatura è buona, le condizioni meteo di questo sabato di febbraio sono state clementi con noi canoisti e, ognuno col suo passo, ci avviamo verso Venezia che è all’orizzonte, sul lato opposto. Indossiamo i costumi di carnevale: qualcuno ha speso
più tempo e risorse per agghindarsi, altri, come il sottoscritto, indossano qualcosa di semplice, chi una parrucca, chi una maschera o delle lunghe orecchie sulla testa…ciò che conta è lo spirito. I colori dei costumi si sposano perfettamente con quelli dei kayak, dei giubbetti e delle giacche ad acqua, i travestimenti si abbinano benissimo con l’abbigliamento tecnico, anche perché già di per sé, una volta chiuso  il paraspruzzi, i canoisti assomigliano a figure mitologiche: fauni e centauri,  metà uomo e metà natante.
Seguiamo sulla destra la fila di pali che segnalano il canale, che ad occhio nudo non si vede, ma che serve a condurci a destinazione evitando di arenarci nel fango dei fondali più bassi.
Dopo qualche chilometro, appena caldi i muscoli, Tito dice al gruppo: ” Fermiamoci all’isola!”…e non per l’esigenza di riposarci, ce la vuole mostrare, vuole proprio portarci lì. Dalla laguna ci appare un isolotto con bassa vegetazione e più di uno si sarà domandato :”Cosa ci sarà sull’isola di tanto interessante a parte qualche ciuffo d’erba?”. Approdiamo ad un piccolo e ben fatto pontile e dai kayak scendono un faraone, Zorro, l’Uomo Ragno, un pellerossa ed il resto della banda mascherata. L’aspetto dell’isola è quello di un luogo abitato: il prato curato come un giardino condominiale, ma  senza condominio, a pochi metri dalla riva c’è un rancio fatto di rami sgrossati ed il tetto in lamiera con un grande foro al centro per far respirare un fuoco attorno al quale radunarsi con  amici o persone che lo diventeranno. Sembra un tempio eretto alla convivialità. Un signore che indossa un naso finto mi spiega con accento veneziano che l’isola è gestita in maniera puramente volontaria dalle stesse persone che la visitano abitualmente, che è aperta a chiunque e che in diversi si sono spontaneamente prodigati alla costruzione e al mantenimento di tutte le piccole strutture di accoglienza a disposizione.
Detta così mi suona come qualcosa di incredibile, non tanto per
l’aspetto di collaborazione di volontari poiché, anche se non di regola, il mondo è comunque pieno di persone di buona volontà, ma è l’autogestione affidata al buon senso che mi lascia positivamente esterrefatto. “D’estate…” mi dicono, “è pieno di gente, chi gioca a pallone, chi fa merenda, e non esiste nessuna regolamentazione a parte il rispetto per le cose che sono a disposizione di tutti!”.
Una vera e propria “Isola Anarchica” dove vige la legge del buon senso.”Che bella cosa” penso fra me e me: sembra quasi una favola, il ruolo da cappellaio “matto” ho già una mezza idea a chi affibbiarlo, poi io con addosso le orecchie del Bianconiglio: di personaggi strani siamo pieni, manca solo una gentil donzella che si prenda la briga di fare Alice e questo potrebbe essere il Paese delle Meraviglie. Tito ci chiama a raccolta: dobbiamo imbarcarci, la meraviglia di Venezia ci attende.
copertina defNon l’avevo mai vista per Carnevale, in realtà mi rendo conto che a parte qualche ponte, il Canal Grande da un vaporetto e Piazza San Marco, la Venezia dei piccoli canali non l’avevo mai vista. Dal vaporetto le gondole non sembrano poi così grandi, ma seduti su di un guscio di noce  a pochi centimetri di distanza sembrano veramente dei giganti, tenuto conto degli angusti spazi di manovra e del fatto che  frenare con le barche a remi  non è una scienza esatta.  Assume un aspetto particolarmente minaccioso il tipico rostro dentato di acciaio scintillante che hanno sulla prua, meglio schivarlo con precisione…meglio .
Sul Canal Grande la velocità dei vaporetti rispetto alla nostra carovana sembra quella di un aliscafo, bisogna attendere il momento giusto per attraversare  tutti insieme, in modo da cumulare in un’unica istanza la maledizione degli altri natanti.
Gli orientali ci scattano le foto ripetutamente, sembra che non abbiano mai visto dei canoisti in costume, poi, pensandoci bene,
gondole e vaporetti nel campo slalom di Valstagna non desterebbero meno stupore, effettivamente è il contesto che rende strane le cose.
Passato Rialto ci infiliamo in un canale secondario per fermarci  in una piazzetta bellissima e affollata, è ora di pranzo quindi tiriamo le barche in secco e le affianchiamo a mò di rastrelliera al centro della piazza.
vascoDai gavoni saltano fuori bottiglie di bianco e di rosso, i contenitori sono improvvisati, ma il loro contenuto lo è tutt’altro: mi viene specificato che il rosso è Cabernet e con il bianco arrivo da solo a riconoscere un più che onesto Moscato.
Tito siede alla destra di un piccolo capannello di canoisti autoctoni, sulla sinistra c’è Francesco che molto gentilmente  si è offerto di accompagnare in doppia una ragazza del nostro gruppo, arrivata priva di equipaggio. Vedo girare il sacchetto delle frittelle,
lo stesso al quale avevo attinto prima della partenza, solo un pò più vuoto, ne approfitto nuovamente insieme all’ennesimo bicchiere di rosso.
Nel piccolo gruppo stanno parlando dell’Isola e l’argomento cade sul fatto che le autorità locali marittime o demaniali
(suppongo, ma non ho approfondito) conoscano e sostengano l’iniziativa, lasciando a chi se ne occupa la libertà di gestione, raccomandando però di non fare troppa pubblicità  alla questione.
Accenno ad un sincero e serio apprezzamento, ma mi viene fatto notare che apprezzamenti seri non sono spendibili neanche a Carnevale da uno che indossa sulla testa due lunghe e rosa orecchie pelose…rientro quindi nel non ostentare  personali congetture . Fra me e me mi sovviene un pensiero: forse l’anarchica isola della buona volontà potrebbe non  piacere a tutti e forse un ottuso e/o un malfidato, nel posto sbagliato, al momento sbagliato, potrebbe mettere fastidiosi bastoni fra le ruote. Forse l’isola dell’amicizia e del buon senso è al sicuro finché rimane un’Isola che non c’è, e deve essere accudita da chi sia disposto a difenderla dal Capitan Uncino di turno.
Per raggiungerla non importa volare, ma basta qualche pagaiata ed un “pensiero felice”.
Le frittelle di Tito sono veramente buone e, come  i suoi discorsi, vanno giù che è una meraviglia, ma è ora di ripartire, bisogna tornare sulla terraferma prima che venga buio.
Riattraversiamo la laguna prendendo come riferimento i tralicci delle antenne dall’altra parte, l’isola ora non sembra più la stessa:
è solo una striscia scura, sulla destra all’orizzonte c’e bassa marea e quindi giriamo larghi per non insabbiarci. Approdiamo dopo un’ora, il freddo e la stanchezza incominciano a farsi sentire.

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Siamo in barca da stamattina e, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo fatto quasi venti chilometri.
Scendiamo sul molo che il sole è già tramontato, ci cambiamo e carichiamo le barche sul tettuccio, un saluto veloce ed un sincero ringraziamento a quelli del club che ci hanno ospitato e fatto da guida. Poi tutti in macchina verso casa.
Mi avrebbe fatto piacere indulgere nel commiato per qualche altro
minuto…la prossima volta, non mancherà occasione.
Al ritorno guido io e al casello di Altedo usciamo per prendere ognuno la sua macchina, sono quasi a casa e, nei pochi chilometri
che mi separano dall’uscita di Bologna, richiamo con piacere alla mente i bei momenti della giornata e mi sovviene una considerazione: “Oggi sono stato insieme a Zorro e all’Uomo Ragno su di un’isola governata dal buon senso e dall’amicizia”.
Forse è un’illusione, forse è un’isola che esiste solo nella fantasia , ma vale comunque la pena di raccontarlo.

Giancarlo Vasconiglio.

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A.s.s.i. in Svizzera!

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ASSI in SVIZZERA La carovana parte alle ore 20:30 di venerdì 04-09-2015, in loco formazione equipaggi, sono 380 km da Imola, quasi tutti in autostrada (Imola/Milano/Como/Chiasso/Bellinzona/Valle del Moesa). Per dormire camper propri o tende proprie, si dorme in boschi (infestati da fate, gnomi e folletti) La difficoltà dei percorsi fluviali cambia notevolmente in base alla portata dei fiumi/torrenti, sabato si scenderanno alcuni tratti del fiume Moesa, con difficoltà Medio/Mediobasso.

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Domenica si scenderà… Calancasca? Verzasca?, con difficoltà Alta/Medioalta, i percorsi verranno scelti in base alle capacità dei partecipanti/portata m3/s. Per qualsiasi informazione contattarmi. Sticca Massimo – Guida Fluviale/Istruttore 338 8210647

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Slovenia!!! return to AquaSportSanternoImola

Slovenia socaGli ASSI tornano in Slovenia 11/12 LUGLIO, uscita in Slovenia del Canoa Club Aqua Sport Santerno, nella splendida valle del fiume Isonzo (per gli italiani) o Soča (per gli sloveni) che dir si voglia.
Questa splendida valle dall’ acqua cristallina, offre percorsi canoistici per tutti i livelli e divertimenti, in un contesto paesaggistico ricco di storia e dove la natura la fa da padrona.
Il ritrovo è il Sabato mattina alle ore 10:30 in piazza nel paese di Bovec.Da li si partirà tutti insieme per il tratto prestabilito, con organizzazione persone\mezzi.

In questa splendida valle sempre ricca di turisti si possono trovare diverse opzioni per il pernottamento, come:
Campeggio con camper
Campeggio con tenda
Possibilità di affittare appartamenti o posti letto
Alberghi*
Possibilità di aggregarsi alla partenza prevista al Venerdì 10 sera.
Per informazioni:
info@aquasportsanterno.it
3388210647

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SLOVENIA? SLOVENIA!!!!

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Evvvai si parte, Pasqua è arrivata. Si ma previsioni pessime, forse nevicherà, sicuramente pioggia.

Non è poi lunga la strada per Bovec nemmeno passando per la Val Torre dove già si vede che acque passano per quei fiumi.

Per i primi che arrivano non manca la compagnia per una visita serale alla ‘pecora nera’ e trovarsi poi tutti la mattina in piazza per il Soca.

Biglietto per le discese, uno si può risparmiare: Caporetto è di poco nel parco, quanto? 2.50, ohi sono sempre 2.50

Acque cristalline, bel gruppo numeroso… si parte… la pioggia dov’è? non c’è.

Precave e Cave il fiume si popola, si colora, non è che ne avrebbe così bisogno ma così è meglio. Rapide tranquille nella prima parte, più vivaci nella seconda.

Acque fredde e invitanti vuoi non trovare la maniera di lavarti in fiume? I traghetti non mi fregano ma due sassi sornioni e perfidi incravattano la barchina che frulla, frulla mentre da riva la guardo assieme ai generosi tentativi di liberarla. Scendono tutti presi e allegri, la giornata passa veloce e lo sbarco arriva giusto per sbirciare da Alpin Action le tentazioni del canoista, non fosse per questioni di ‘materia prima’ i furgoni di Max e Dany sarebbero stati stracolmi, invece…. Birretta

Programma serale: Ristorante da _______________ Si ordina, trote e selvaggina passano dalla natura al piatto, spiace per loro ma che buona sta roba!

Mattina seguente da canoista a ciaspolatore, lascio il gruppo per una bella camminata nevosa e ventosa in compagnia di Anna mia moglie, che preferisce sempre gli scarponcini ai cucchiai immanicati a 45°.

Ritrovo dopo cena per uno spaghetto aglio,olio e peperoncino.

Tra battute e risate la serata scorre tranquilla finché, a qualcuno non viene in mente il pokerino….bhè si gioca con bustine di zucchero, ma a chi è venuta la bella idea che chi vince deve farsi un bicchierino di grappa? si perché qui se la fortuna ti sorride il fegato rischia…cioè dopo due partite vinte la grappa era finita, stavo in vantaggio di poco su Moreno nella terza, sbancati tutti gli altri che Anna perentoria dice che è notte fonda. La prossima volta che si torna sul Soca sarò più che collaudato per il vicino Casinò.

La mattina è assolata e tersa una fortuna…per tutti. C’è anche chi ama vivere tranquillo e fa il biglietto, beato lui.

La mia barca, di origini portoghesi, deve sparire subito fuori vista (le guardie!!!)

Caporetto livello basso, acqua fredda e cristallina, sole, una gioia. Nessuno osa al primo tuffo dal roccione d’imbarco, saranno 5 mt. diciamo che viene snobbato. Varie rapide, rapidine e rapidoni si vedono bene i sifoni che si creano con livelli più alti, non mancano bei passaggi che ingannano anche i giocosi esperti.

Dai chi salta? da lassù? Si si dai. Saranno votati alla gioia o al suicidio? E’ un tuffo che non si può snobbare,dalla cima saranno 10 mt., ma c’è un balconcino provvidenziale 2 mt più basso…da lì secondo me non ci s’ammazza, andiamo. Scellerati e coraggiosi volanooooooo.

Le emozioni volgono al termine, ma mica sono finite, si gioca con Pietro e Daniele nell’ultimo tratto che attraversa alla fine delle gole dalle forme e colori a dir poco …iperrealisti: vedo le trote che nuotano ad almeno 3 mt sotto!

Potrebbe bastare invece no. Si sbarca ma c’è uno strano movimento, meglio legare subito barca e pagaia, vorrei godermi il sole mentre mi tolgo il neoprene di dosso ma ancora in mutande ecco il guardiaparco, urca l’auto sta svoltando a 100 mt.

Stick tranquillo è già partito da qualche secondo. I broker scommettono sicuri sul verbale.

Niente verbale. Tutto in auto, vestito, nel tempo che il controllore ci mette a svoltare. Ci incrociamo a mezzo dello stradello. E’ andata, ma la prossima volta…biglietto!

Così sembra quasi gratis la finale mangiata di agnello, _____________ alla verdura o ragù che non sono né una piadina né un calzone…..ma son buone.

Si torna. Ragazzi alla prossima!.

Vittorio ( V-REX )

MAPPA SOCA

RACCONTO SLOVENO

Via, si parte per il nord.
È sempre spettacolare la Slovenia, coi suoi paesaggi, le sue acque smeraldine, le sue grappe, le sue montagne, le sue grappe… basta, torniamo a noi.

Siamo partiti, tre automezzi ben carichi che si dirigono verso quella perla montana che è Bovec, dove arriviamo nel pieno della notte.
Che dire? L’ospitalità alpina è quasi da manuale: letti fatti, asciugamani puliti e cucina ben rifornita di biscotti. Se vi steste chiedendo di cosa ci lamentiamo con un servizio così… beh, vi risponderemmo che le birre ce le siamo dovute andare a comprare. All’una di notte. Nell’unico bar che per fortuna era rimasto aperto.

Il primo giorno sull’acqua comincia con un intoppo non da poco: secondo gli idrometri locali, il Soca è secco. Secondo noi invece è più che sufficiente a scendere (non si gratta neanche volendo, questi sloveni sono abituati troppo bene).

Precave e cave scorrono che è una vera meraviglia, cielo leggermente coperto e tanti gruppi di canoisti in acqua, e ci troviamo allo sbarco ancora prima di essercene resi conto. Qualcuno si infila nel campo slalom, qualcuno si spara due eskimi, altri invece vanno ad asciugarsi, soddisfatti e rilassati. La conclusione è banale: radler e panino…

Il giorno dopo il Soca alto ci si mostra in tutta la sua bellezza: acqua trasparente e un sole estivo ci accompagnano per tutta la discesa. Chi altri ci accompagna? I pescatori, che magari ci stanno maledicendo silenziosamente nel loro dialetto aulico per il casino che facciamo, ma in fondo, con un sole così, a noi non interessa.

La sera che si fa? Cena in casa con annesso poker finale: un V-Rex in ottima forma si impossessa della vittoria e dell’annessa bottiglia di grappa (ad ogni mano vinta si paga dazio).
Forse è preoccupato per l’indomani, giorno per cui è pianificata la conquista di Caporetto.
Il povero Max invece neanche un goccetto… Segretario, lo facciamo un corso di poker finita la piscina?

Di che ti preoccupi V-Rex? Caporetto va benissimo, una discesa liscia come l’olio, con tanto di esse tra i sassi, rapidone e un tentato salvataggio di materiali che… non ha portato benissimo. Ma in fondo è solo colpa della grappa.

Pecora Nera