Corsi di canoa e kayak 2016!!! Martedi 3 Maggio (in fiume dalle 18.30 alle 20.00) e Mercoledì 4 Maggio (presso la piscina Ruggi dalle ore 20:30 alle 21.30) partono tutti i nuovi corsi di canoa con una fantastica offerta x voi.
Attenzione! Udite udite!
Parte il prossimo corso di primo livello, ci sentite?!
L’ABC della canoa potrete imparare
e con noi per fiumi e per mari vi potrete avventurare!
Ma ancora non sapete il pezzo forte della proposta:
non immaginerete mai ma..non costa!
Vi vogliamo offrire un corso gratuito ma a queste condizioni:
siete in pensione ma vi sentite ancora dei leoni?
Della canoa siete curiosi di apprendere la tecnica di base?
Avete trovato il posto giusto! Lasciate le vostre case!
Acqua sport santerno offre gratuitamente il corso di primo livello,
hey pensionati, vi aspettiamo, è aperto il cancello!
Per chi ha ancora la (s)fortuna di lavorare,
ai corsi di primo, secondo livello ed eskimo potrà comunque partecipare.
Ci saranno sempre tecnica canoistica e divertimento…
siete ancora lì a pensarci?! È questo il momento!!
Per ulteriori informazioni od iscrizioni:
info@aquasportsanterno.it
3388210647
Uscita AquaSportSanternoImola sul fiume Vara al raduno federale
Il 12/13 Marzo raduno F.I.C.T. sul fiume Vara.
Il fiume che scorre tra le colline della provincia di La Spezia e le Cinque Terre. La sua morfologia offre scorci suggestivi dalle gole alle ampie e bellissime anse sopra Brugnato, in un territorio boscoso e ben conservato.
Una bella palestra fluviale con difficoltà che non superano il 2°+, ideale per principianti, per esperti, per principianti che credono di essere esperti e per esperti che credono di essere principianti… l’importante è essere in compagnia!
245km da Imola a Brugnato (autostrada A1 per Milano, poi A15 per La Spezia proseguendo successivamente sulla A12 direzione Genova uscendo a Brugnato).
Per chi vorrà partire sabato mattina il ritrovo è alle 10:00 presso il Centro rafting di Brugnato, idem per chi si vuole aggregare solo domenica mattina.
Visto che il corso del fiume è regolato da una diga si raccomanda la massima puntualità, onde evitare di restare a “secco” senz’acqua.
Per dormire ci sono diverse possibilità (gratis): tenda propria , camper proprio , possibilità di srotolare il proprio sacco-letto dentro la struttura del centro sportivo; ovviamente chi prima arriva meglio alloggia.
Come dicono in valle, noi ci mettiamo il sole, voi portate il cuore.
Si potrà noleggiare l’attrezzatura prenotandola in segreteria.
Per ulteriori informazioni:
Massimo Sticca
3388210647
info@aquasportsanterno.it
Causa partita di basket infrasettimanale mercoledì sera la piscina di Imola sarà chiusa. Pertanto NON ci saranno i corsi e nemmeno canoa libera, ripartiremo mercoledì 24 febbraio dalle ore 20:30
Per info:3388210647
Un grande ringraziamento a Tito e Francesco Pamio e a tutto il gruppo Arcobaleno Canoa che ha organizzato e reso possibile la gita a Venezia di sabato 6 febbraio alla quale ha partecipato anche un gruppo di canoisti Assi, emiliano romagnoli.
L’isola che non c’è.
Le barche allineate sul molo, una foto di gruppo e si parte:
dopo pochi metri la laguna si apre davanti ai nostri occhi, la temperatura è buona, le condizioni meteo di questo sabato di febbraio sono state clementi con noi canoisti e, ognuno col suo passo, ci avviamo verso Venezia che è all’orizzonte, sul lato opposto. Indossiamo i costumi di carnevale: qualcuno ha speso
più tempo e risorse per agghindarsi, altri, come il sottoscritto, indossano qualcosa di semplice, chi una parrucca, chi una maschera o delle lunghe orecchie sulla testa…ciò che conta è lo spirito. I colori dei costumi si sposano perfettamente con quelli dei kayak, dei giubbetti e delle giacche ad acqua, i travestimenti si abbinano benissimo con l’abbigliamento tecnico, anche perché già di per sé, una volta chiuso il paraspruzzi, i canoisti assomigliano a figure mitologiche: fauni e centauri, metà uomo e metà natante.
Seguiamo sulla destra la fila di pali che segnalano il canale, che ad occhio nudo non si vede, ma che serve a condurci a destinazione evitando di arenarci nel fango dei fondali più bassi.
Dopo qualche chilometro, appena caldi i muscoli, Tito dice al gruppo: ” Fermiamoci all’isola!”…e non per l’esigenza di riposarci, ce la vuole mostrare, vuole proprio portarci lì. Dalla laguna ci appare un isolotto con bassa vegetazione e più di uno si sarà domandato :”Cosa ci sarà sull’isola di tanto interessante a parte qualche ciuffo d’erba?”. Approdiamo ad un piccolo e ben fatto pontile e dai kayak scendono un faraone, Zorro, l’Uomo Ragno, un pellerossa ed il resto della banda mascherata. L’aspetto dell’isola è quello di un luogo abitato: il prato curato come un giardino condominiale, ma senza condominio, a pochi metri dalla riva c’è un rancio fatto di rami sgrossati ed il tetto in lamiera con un grande foro al centro per far respirare un fuoco attorno al quale radunarsi con amici o persone che lo diventeranno. Sembra un tempio eretto alla convivialità. Un signore che indossa un naso finto mi spiega con accento veneziano che l’isola è gestita in maniera puramente volontaria dalle stesse persone che la visitano abitualmente, che è aperta a chiunque e che in diversi si sono spontaneamente prodigati alla costruzione e al mantenimento di tutte le piccole strutture di accoglienza a disposizione.
Detta così mi suona come qualcosa di incredibile, non tanto per
l’aspetto di collaborazione di volontari poiché, anche se non di regola, il mondo è comunque pieno di persone di buona volontà, ma è l’autogestione affidata al buon senso che mi lascia positivamente esterrefatto. “D’estate…” mi dicono, “è pieno di gente, chi gioca a pallone, chi fa merenda, e non esiste nessuna regolamentazione a parte il rispetto per le cose che sono a disposizione di tutti!”.
Una vera e propria “Isola Anarchica” dove vige la legge del buon senso.”Che bella cosa” penso fra me e me: sembra quasi una favola, il ruolo da cappellaio “matto” ho già una mezza idea a chi affibbiarlo, poi io con addosso le orecchie del Bianconiglio: di personaggi strani siamo pieni, manca solo una gentil donzella che si prenda la briga di fare Alice e questo potrebbe essere il Paese delle Meraviglie. Tito ci chiama a raccolta: dobbiamo imbarcarci, la meraviglia di Venezia ci attende.
Non l’avevo mai vista per Carnevale, in realtà mi rendo conto che a parte qualche ponte, il Canal Grande da un vaporetto e Piazza San Marco, la Venezia dei piccoli canali non l’avevo mai vista. Dal vaporetto le gondole non sembrano poi così grandi, ma seduti su di un guscio di noce a pochi centimetri di distanza sembrano veramente dei giganti, tenuto conto degli angusti spazi di manovra e del fatto che frenare con le barche a remi non è una scienza esatta. Assume un aspetto particolarmente minaccioso il tipico rostro dentato di acciaio scintillante che hanno sulla prua, meglio schivarlo con precisione…meglio .
Sul Canal Grande la velocità dei vaporetti rispetto alla nostra carovana sembra quella di un aliscafo, bisogna attendere il momento giusto per attraversare tutti insieme, in modo da cumulare in un’unica istanza la maledizione degli altri natanti.
Gli orientali ci scattano le foto ripetutamente, sembra che non abbiano mai visto dei canoisti in costume, poi, pensandoci bene,
gondole e vaporetti nel campo slalom di Valstagna non desterebbero meno stupore, effettivamente è il contesto che rende strane le cose.
Passato Rialto ci infiliamo in un canale secondario per fermarci in una piazzetta bellissima e affollata, è ora di pranzo quindi tiriamo le barche in secco e le affianchiamo a mò di rastrelliera al centro della piazza.
Dai gavoni saltano fuori bottiglie di bianco e di rosso, i contenitori sono improvvisati, ma il loro contenuto lo è tutt’altro: mi viene specificato che il rosso è Cabernet e con il bianco arrivo da solo a riconoscere un più che onesto Moscato.
Tito siede alla destra di un piccolo capannello di canoisti autoctoni, sulla sinistra c’è Francesco che molto gentilmente si è offerto di accompagnare in doppia una ragazza del nostro gruppo, arrivata priva di equipaggio. Vedo girare il sacchetto delle frittelle,
lo stesso al quale avevo attinto prima della partenza, solo un pò più vuoto, ne approfitto nuovamente insieme all’ennesimo bicchiere di rosso.
Nel piccolo gruppo stanno parlando dell’Isola e l’argomento cade sul fatto che le autorità locali marittime o demaniali
(suppongo, ma non ho approfondito) conoscano e sostengano l’iniziativa, lasciando a chi se ne occupa la libertà di gestione, raccomandando però di non fare troppa pubblicità alla questione.
Accenno ad un sincero e serio apprezzamento, ma mi viene fatto notare che apprezzamenti seri non sono spendibili neanche a Carnevale da uno che indossa sulla testa due lunghe e rosa orecchie pelose…rientro quindi nel non ostentare personali congetture . Fra me e me mi sovviene un pensiero: forse l’anarchica isola della buona volontà potrebbe non piacere a tutti e forse un ottuso e/o un malfidato, nel posto sbagliato, al momento sbagliato, potrebbe mettere fastidiosi bastoni fra le ruote. Forse l’isola dell’amicizia e del buon senso è al sicuro finché rimane un’Isola che non c’è, e deve essere accudita da chi sia disposto a difenderla dal Capitan Uncino di turno.
Per raggiungerla non importa volare, ma basta qualche pagaiata ed un “pensiero felice”.
Le frittelle di Tito sono veramente buone e, come i suoi discorsi, vanno giù che è una meraviglia, ma è ora di ripartire, bisogna tornare sulla terraferma prima che venga buio.
Riattraversiamo la laguna prendendo come riferimento i tralicci delle antenne dall’altra parte, l’isola ora non sembra più la stessa:
è solo una striscia scura, sulla destra all’orizzonte c’e bassa marea e quindi giriamo larghi per non insabbiarci. Approdiamo dopo un’ora, il freddo e la stanchezza incominciano a farsi sentire.
Siamo in barca da stamattina e, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo fatto quasi venti chilometri.
Scendiamo sul molo che il sole è già tramontato, ci cambiamo e carichiamo le barche sul tettuccio, un saluto veloce ed un sincero ringraziamento a quelli del club che ci hanno ospitato e fatto da guida. Poi tutti in macchina verso casa.
Mi avrebbe fatto piacere indulgere nel commiato per qualche altro
minuto…la prossima volta, non mancherà occasione.
Al ritorno guido io e al casello di Altedo usciamo per prendere ognuno la sua macchina, sono quasi a casa e, nei pochi chilometri
che mi separano dall’uscita di Bologna, richiamo con piacere alla mente i bei momenti della giornata e mi sovviene una considerazione: “Oggi sono stato insieme a Zorro e all’Uomo Ragno su di un’isola governata dal buon senso e dall’amicizia”.
Forse è un’illusione, forse è un’isola che esiste solo nella fantasia , ma vale comunque la pena di raccontarlo.
Giancarlo Vasconiglio.
1° raduno canoistico sul torrente Scoltenna, sul tratto intermedio (ww III), organizzato da Canoa Club Bologna e Canoa Club AquaSport Santerno.
Due giornate da trascorrere assieme alla scoperta di uno dei corsi d’acqua più belli dell’Appennino modenese!
Per i canoisti con meno esperienza sono previste discese guidate dai nostri istruttori. Al di fuori del raduno c’è la possibilità di discendere anche fiumi come il Panaro e il Leo.
Per i canoisti più audaci, sempre che i livelli lo permettano, è possibile percorrere anche il tratto delle Gole oppure altri torrenti vicini (Ospitale, Perticara, Rio delle Tagliole, Dardagna, Fellicarolo).
Il programma, ancora in fase di definizione, è il seguente:
SABATO 16 APRILE
Iscrizioni aperte dalle 11:00 alle 14:00 e poi.. tutti in fiume!
Le sicure saranno garantite dalle 14:00 alle 17:00.
Alle 20:00 cena convenzionata e a seguire festa danzante, per svelelare il ballerino che si nasconde dentro ogni canoista..
DOMENICA 17 APRILE
Iscrizioni aperte dalle 10:00 alle 12:00.
Discesa in fiume dalle 12:00 alle 15:00 (con sicure garantite).
Dalle ore 15:00 ristoro per tutti e a seguire GRANDE RIFFA con ricchi premi e cotillon!
Seguiranno ulteriori informazioni tecniche e logistiche.. Stay tuned!!!!!
Per info contattare Max e Valeria
tel: 338 821 0647
email: valeria_ck@yahoo.it oppure m.sticca@yahoo.it
Aquasportsanterno augura a tutti un Buon Natale e un Felice Anno !!!!
Domenica 22 Novembre AquaSportSanterno Imola propone un pomeriggio in Kayak pieno di divertimento con tanti giochi assieme ai nostri tecnici e con la possibilità di provare il kayak presso la piscina comunale di Imola Geims.
Ingresso libero ed aperto a tutti!
Nell’occasione si disputerà il famoso “Trofeo Eskimo Emilia Romagna 2015” ormai alla quinta edizione!
Il programma:
• Ore 13:30 Prova la canoa!!! Daremo modo a voi ed i vostri amici di provare il kayak in modo gratuito e seguiti dai nostri tecnici.
• Ore 15:00 Giochi senza frontiere!!! Si organizzeranno giochi a squadre per un divertimento assicurato.
• Ore 16:30 Il tanto ambito “Trofeo Eskimo Emilia Romagna”, suddiviso in 2 categorie con 4 prove da 40 secondi ognuna. Le iscrizioni per la gara sono già aperte.
• Ore 20:00 Ritrovo presso l’ingresso della piscina per la cena di fine anno di AquaSportSanterno Imola
Per ulteriori informazioni od iscrizioni:
info@aquasportsanterno.it
3388210647
Uscita AquaSportSanternoImola sul fiume Vara al raduno federale
Dal 31 ottobre al 1novembre raduno F.I.C.T. sul fiume Vara, che scorre tra le colline della provincia di La Spezia e le Cinque Terre.
La sua morfologia offre scorci suggestivi dalle gole alle ampie e bellissime anse sopra Brugnato, in un territorio boscoso e ben conservato.
Una bella palestra fluviale con difficoltà che non superano il 2°+, ideale per principianti, per esperti, per principianti che credono di essere esperti e per esperti che credono di essere principianti… l’importante è essere in compagnia!
245km da Imola a Brugnato (autostrada A1 per Milano, poi A15 per La Spezia proseguendo successivamente sulla A12 direzione Genova uscendo a Brugnato).
Per chi vorrà partire sabato mattina il ritrovo è alle 10:30 presso il campo sportivo Sandro Pertini a Sesta Godano, idem per chi si vuole aggregare solo domenica mattina.
Visto che il corso del fiume è regolato da una diga si raccomanda la massima puntualità, onde evitare di restare a “secco” senz’acqua.
Per dormire ci sono diverse possibilità (gratis): tenda propria montata all’interno del parco (Sandro Pertini a Sesta Godano) , camper proprio , possibilità di srotolare il proprio sacco-letto dentro la struttura del centro sportivo; ovviamente chi prima arriva meglio alloggia.
Come dicono in valle, noi ci mettiamo il sole, voi portate il cuore.
Si potrà noleggiare l’attrezzatura prenotandola in segreteria.
Per ulteriori informazioni:
Massimo Sticca
3388210647
info@aquasportsanterno.it
AquaSportSanternoImola all’Adigemarathon, tutti insieme con passione. Non è facile unire in un’unica manifestazione canoisti fluviali, marini, canadesi, gommoni, agonisti e avventori della domenica: alla Marathon ci son riusciti per l’ennesima volta. Alla fine ci hanno messi anche a tavola tutti, davanti ad un egregio piatto di tortellini con, in più, la par condicio per i vegetariani. Organizzazione impeccabile, sicurezza e servizi prestati da volontari sparsi per tutto il tragitto con assistenza all’inizio e alla fine delle poche rapide che l’Adige ci ha offerto: per dare la linea giusta a chi, come noi, era “di barca delicata”. L’Adige regala un’atmosfera magica, una valle mozzafiato alla Narnia che il meteo ballerino non è riuscito a guastare, se non per trasformarlo in qualcosa di ancora più fiabesco, con le sue nuvole basse a coprire le cime dei monti circostanti. C’erano tante persone, tanti amanti di questo sport, c’era persino una barca fatta di boccioni d’acqua vuoti da ufficio (impiegati fluviali, eh eh eh..), i cronisti sia alla partenza che all’arrivo hanno avuto una parola per tutti, per i bravi, per i bravissimi e anche solo per gli appassionati. Ma come è stata la MIA Adigemarathon? Ore 7: la sveglia, i surfski già sull’auto ed in mente il consiglio di Loris “occhi aperti e timone basculante”.. ce la faremo? riusciremo a tornare a casa con le barche intere o torneremo con i loro pezzettini e la coda tra le gambe? Il percorso è nuovo per noi, certo è un fiume facile, ma la facilità si misura anche a seconda del mezzo con cui affronti una discesa (a tal proposito sarei curiosa di provare il mezzo degli “impiegati fluviali”). Noi siamo con una barca inventata per surfare le onde del MARE a tentare di non farci ribaltare dalle onde di un FIUME. Ma siamo matti? Arriviamo a Dolcé e subito tutti i dubbi passano, l’atmosfera allegra, calda e accogliente ci avvolge, l’entusiasmo nell’aria ci fa dimenticare le perplessità. Gli alpini ci foraggiano con thè caldo e panini alla nutella per affrontare i venti chilometri del percorso per amatori, ci sono bambini, famiglie, amici vecchi e nuovi, è una bella festa e poco importa dei nuvoloni minacciosi: acqua sopra e acqua sotto, poco cambia. Si avvicina l’ora della nostra partenza, tra un pò arriveranno gli agonisti: ci emoziona veder passare “quelli bravi”, quelli che giocano con il cronometro e che hanno il numero sulla maglietta e, passati loro, accodarci con le nostre casacchine arancioni nella speranza di indossare il numerino l’anno prossimo anche noi.. Partiamo: il fiume corre veloce e freddo e un pò di pioggerella ci bagna la faccia. Ci accodiamo agli ultimi agonisti attendendo che arrivino le prime rapidine con ansia.. eccola, rapida Ronchi, un volontario gentile mi dice “a sinistra a sinistra”, imbocco la rapida, “questo non è il mare” penso improvvisamente, “cavoli questo non è il maaaaa….!” Bagno. Controllo che la barca sia intera, “cavoli l’acqua è fredda” penso, controllo che nessuno stia per investirmi, trenta secondi e son di nuovo su mentre un signore gentile mi dice “dai che se ti ci metti li riprendi”, parto con grinta… anche questo è adigemarathon, una sfida con se stessi. Le prossime rapide non mi colgono impreparata, pagaio cattiva e se me la vedo brutta, gambe fuori (come suggerisce uno dei maestri del surfski). I venti chilometri scorrono e il tempo migliora, si avvicina il traguardo..sentiamo da lontano la voce dello speaker che commenta gli arrivi degli agonisti e dei primi amatori…ARRIVO. Son felice. Soprattutto per aver partecipato ad una manifestazione ben organizzata e allegra, anche se impegnativa, che ci ha uniti tutti. Una bella domenica di festa dove la passione per questo sport è stata protagonista e siamo tornati a casa tutti più ricchi, neanche l’acquazzone che ci ha annaffiato letteralmente mentre recuperavamo le barche nel pomeriggio è riuscito a scalfire l’entusiasmo lasciando magicamente posto ad un’inaspettata primavera con un bellissimo arcobaleno in fondo alla valle: siamo riusciti a salutare gli amici, ringraziare Pescantina che ci ha accolto così caldamente e tornare verso casa stanchi ma contenti. Arrivederci Adigemarathon, ci rivediamo nel 2016.
Nadia e Giancarlo.
USCITA in mare con AquaSportSanternoImola
DOMENICA 18 OTTOBRE
Partenza da Casalborsetti esattamente quihttps://goo.gl/maps/AckgLgPHYn72 alle 13,00.
Si tratta di un marina con facile parcheggio e confortevole accesso protetto all’acqua (pontile) Generalmente è possibile anche fare docce calde, ma gli accordi con il gestore del luogo sono ancora in corso di definizione.
Da qui si può entrare in mare percorrendo un canale di 1 km oppure risalire il canale di Reno per alcuni km e magari (non ho mai provato) anche il Reno stesso per svariati km su acqua perfettamente piatta. Terrei questa opzione solo se il mare è impraticabile.
L’uscita in mare può essere fatta lungo costa sia verso N che verso S a seconda della direzione del vento. Verso Nord è una delle zone più “selvagge” del nostro litorale (foce del reno fino a lidi ferraresi) ed in certe condizioni ha un suo fascino.
I SUP poco esperti posso usufruire tra l’altro di una zona protetta dalle scogliere frangiflutti in cui vento e onde sono molto attenute nel caso vi sia necessità.
Non mancano le baracchine streetfood per birra e crescione.
11.30 ritrovo alla base nautica ASSI (River Side)
12.30 partenza per Casalborsetti
13.20 arrivo a Casalborsetti
14.00 imbarco
16.00 sbarco
17.00 baracchino crescione
18.00 partenza per Imola
19.00 rientro a Imola
X maggiori info
Loris Pasotti -3356241052
oppure
Massimo Sticca – 3388210647