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In canoa alle Due Sorelle – Falesia del Conero

Conero sottovento con AquaSport Santerno, una gita al mare per tutti.

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Ad un’ora da Riccione c’è una piccola Sardegna da esplorare pagaiando. Partendo dalla spiaggia dei Sassi neri a Sirolo si raggiungono via mare le Due sorelle, la spiaggia immacolata e suggestiva della prima foto.

Il giro di per sé non è impossibile con qualsiasi tipo di kayak ma, se tira vento e al ritorno ce l’hai contro potresti maledire in tutte le lingue (dialetti compresi) l’idea iniziale della gita domenicale.

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Se invece di tornare indietro controvento continui invece a pagaiare fino a Portonovo la cosa diventa decisamente più agevole, anzi più tira forte e più ti diverti (anche se hai un canotto).

Domenica 16 settembre organizziamo per chi vuole unirsi a noi un giro sottovento Sirolo-Portonovo o viceversa se il vento viene da nord. Potete venire con qualsiasi barca, il divertimento è garantito.
Partenza ore 9.00, arrivo..quando ci pare, tanto facciamo il recupero.
Per il pernotto sono disponibili strutture e campeggi in zona.

Per info chiamare: Giancarlo 393 1949399.
info@aquasportsanterno.it

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Aqua Sport Santerno al mare d’autunno.

15146691_10211042441726437_1339536136_o Aqua Sport Santerno al mare d’autunno.

Sabato 26 novembre Aqua Sport Santerno torna in mare.

Il tratto proposto è dalla Baia di Vallugola, sotto Gabicce Monte, a Pesaro e ritorno, per un percorso totale di circa 20 km.

Il giro si svolge di fronte al Parco del Monte San Bartolo, al confine tra la Romagna e le Marche, dove spicca la bellezza del piccolo borgo medievale a picco sul mare di Fiorenzuola di Focara, la cui spiaggia selvaggia è raggiungibile o via mare o da un inerpicato sentiero con duecento metri di dislivello: una piccola perla poco conosciuta dietro casa nostra.

Probabilmente faremo due gruppi, uno dei quali non farà tutto il percorso ma si fermerà sulla spiaggia di Fiorenzuola e ritorno, per un percorso totale inferiore ai 10 km.

Se il meteo lo consente e non si gela il primo gruppo può fermarsi a riposare e sgranchire le gambe sulla spiaggia di Fiorenzuola e con calma rientrare.

15133935_10211042446206549_1524626696_oPartiremo comunque tutti assieme seguendo la velocità delle imbarcazioni più lente. Da Fiorenzuola, con chi se la sentirà di prolungare il giro, faremo un gruppo “veloce” che si spingerà fino all’imboccatura della marina di Pesaro per poi rientrare a Vallugola.

Se siamo pochi o particolarmente omogenei nel passo lento o veloce che sia possiamo decidere altrimenti, tenendo anche conto della condizione meteo.

Per poter decidere cosa fare senza preclusioni dovremmo essere imbarcati e con la pagaia in mano non più tardi delle 11.00, per cui partenza tassativa dalla sede fluviale River Side (Imola) con le canoe sulle macchine non più tardi delle 9.00.

Per chi deve noleggiare la canoa l’appuntamento sarà alle 07.45 al Canoa Club Bologna “CCBO” a Casalecchio di Reno, in via Venezia 1.

Per organizzarci con attrezzature e auto bisogna che entro mercoledì 23/11 chi deve noleggiare ci dia certa disponibilità di adesione.

Potete contattarci fin da adesso info:

info@aquasportsanterno.it

cell. 3388210647- 3931949399 (Giancarlo e Nadia)

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Svizzera – 4 giorni nel Grigione

4 giorni nel Grigione  

La carovana parte da Funo di Argelato (Bologna) alle ore 21:00 di mercoledì 1 giugno, in loco formazione equipaggi, sono 350 km da Bologna, quasi tutti in autostrada (Bologna/Milano/Como/Chiasso/Bellinzona/Valle del Moesa).

svizzera 4Per dormire camper propri o tende proprie, si dorme in boschi (infestati da fate, gnomi e folletti) e/o parcheggi.

La difficoltà dei percorsi fluviali cambia notevolmente in base alla portata dei fiumi/torrenti, si scenderanno alcuni tratti del fiume Moesa, con difficoltà Medio/Mediobasso e uno dei tratti del torrente Verzasca/Calancasca, con difficoltà Alta/Medioalta, i percorsi verranno scelti in base alle capacità dei partecipanti/portata m3/s.

Il ritrovo per tutti sarà a Fiumegia Via Norantola Svizzera (punto di imbarco/sbarco di vari tratti), il Moesa è regolato da diga che scaricherà alle 10:30 circa per 2 ore di acqua, per questo motivo l’orario del ritrovo è alle 10:00.

Non solo canoa… arrampichiamo nelle falesie del Cantone Ticino

p.s. portarsi un documento valido per l’espatrio.

Per qualsiasi informazione contattarmi. Sticca Massimo – Guida Fluviale 338 – 8210647 m.sticca@yahoo.it   p.s. portarsi un documento valido per l’espatrio.

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ASSI!!! Brenta!Brenta!Brenta!

ASSI!!! Brenta!Brenta!Brenta!

Attenzione!Attenzione!

Corsisti e principianti: domenica 19 Giugno uscita per tutti sul Brenta!

btrntaAppuntamento e partenza dalla sede estiva AquaSport Santerno alle 08,40 a River Side a Imola per quelli che vengono dalla Romagna, si passa poi da Bologna per unirsi al resto del gruppo, quindi secondo appuntamento alle 09,15 davanti alla piscina dell’Arcoveggio (uscita 6 della tangenziale).

Quindi inforchiamo l’autostrada per Padova per arrivare, in un paio d’ore, a Valstagna e imbarcarci davanti alla scuola sopra il campo slalom alle 11,30.

Se il Panaro è un fratello maggiore e il Santerno un babbo preciso, il Brenta è senza dubbio la mamma di tutti i corsisti!

Vi cullerà sui suoi treni d’onda e proverete le prime entrate in morta non troppo piano né troppo forte…come una mamma premurosa avrà cura di voi…e se qualcuno farà il bagno non sarà un problema… perché il Brenta è come la mamma: ti perdona sempre!

Naturalmente in acqua ad accompagnare e a tirar su tutti ci sarà Max Stick, per l’organizzazione logistica invece non indugiate a contattare me. info@aquasportsanterno.it

Giancarlo 393 1949399

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Domenica ti porterò sul lago, ovvero Assi alla Gardalonga

Domenica ti porterò sul lago, ovvero Assi alla Gardalonga

Non è la prima volta che vado al Lago: di certo è la prima che partecipo a una gara.

E chi l’avrebbe mai detto, quando un anno fa muovevamo ancora i primi passi incerti, di riuscire ad arrivare fin qui..
il numerino!domenica lago
il numerino sulla pettorina! Mi perdonino tutti gli agonisti alla lettura, che forse a cotanto numerino non fanno ormai più caso, ma per me, profana, la consegna del numerino è stata emozionante.
E non vi dico l’effetto..ma andiamo per gradi. Si parte venerdì sera, truppa familiare al completo, per arrivare domenica riposati e magari anche un pò allenati.
Sempre spettacolare il lago e non da meno la ridente cittadina di Toscolano Maderno che ci accoglie con entusiasmo. Già dal venerdì iniziamo a vedere movimenti di canoe, barconi lunghissimi, e natanti di varia natura.
A letto presto, che domattina ci svegliamo alla buon ora per fare un giretto di ricognizione.

La mattina riserva sorprese: il campeggio è sul lago e ne approfitto per andare a vedere come si presenta la situazione.. ore 8, onda da mezzo metro (o forse più) e vento in crescita di Peler (il vento di tramontana che viene dal nord, caro ai windsurfisti di zona). Primi dubbi.
Ce la faremo? Non che le onde siano un problema ultimamente, non che il vento non l’abbiamo mai preso, anzi, non che l’acqua gelida che ti ghiaccia le reni abbia mai inibito un’uscita, ma un sottile senso di inadeguatezza si inizia a insinuare nei miei pensieri. Ce la faremo? “Ma sì, in fondo l’importante è partecipare..”.
Aiuto. Usciamo per il giretto di ricognizione, si arriva fino alla boa arancione, come sempre la partenza è un pò ingessata ma poi andando ritrovo la spinta e la morbidezza del movimento.
Torniamo dal giro di ricognizione, soddisfatti, e andiamo a ritirare la pettorina e il buono pasto per gli atleti (wow, mi hanno chiamata “atleta”): i ragazzi dell’organizzazione ci confermano orari e percorso. Ma una sconvolgente notizia mi incupisce: la boa arancione è il segnale del primo chilometro! Io pensavo fosse il segnale di metà percorso…senso di inadeguatezza numero due, aiuto aiuto.
“Ma sì, ma quanti chilometri abbiamo macinato lo scorso anno? 15, 20, 35 persino una volta, cosa saranno mai questi tredici?”penso tra me e me.
. “Eh ma qui mica la pausetta spiaggia, mica il caffettino al baretto del ciringuito locale, QUI SI FA PER DAVVERO”. Ops. Niente, indietro non si torna, prendo la pettorina, saluto i ragazzi e a domani. Domenica. Svegli alle 7. La gara alle 10, mezz’ora prima il briefing.
Arriviamo al ritrovo, uno stuolo di barche di ogni tipo ci circonda. Siamo in tanti. Bellissime le Dragonboat, barconi da venti persone con la testa di drago sulla punta dell’imbarcazione e un tamburo in fondo che tiene il ritmo della pagaiata. Si respira entusiasmo e adrenalina. Ecco la nostra banda, quelli veri: Loris, Lucas, Roberta e Beniamino.
Eroici, infatti il giorno prima hanno partecipato alla Meloria Paddling Cup in Toscana, una gara di ocean race da 20 chilometri in mare aperto, e oggi son qui in Lombardia, a partecipare a una gara da 25 chilometri nel lago più grande d’Italia. Dei grandi.

Il tempo di salutarci e fare una foto di rito insieme e ci convocano per il briefing.
Noi pulcini Gardacorta, tredici chilometri, e i nostri top riders Gardalonga. Si parte tutti insieme. Finalmente in acqua: aiuto, il cuore batte, siamo in tanti, ho paura di cadere, di investire qualcuno, di essere investita da qualcuno.. in tutto ciò lo speaker ci dice di non superare la boa arancione, altrimenti non si parte, intanto suonano l’aria della Turandot, Nessun dorma: Vinceròòòòòò…. “macché vincerò, buono se non arrivo ultima”..
Botto di partenza, si va, i più bravi son già avanti con uno scatto atleticissimo, le acque son agitate dalla presenza di tutti noi che ci affaccendiamo a prendere le nostre posizioni.
Pagaio, punto qualcuno e vado dietro.
Pagaio, qualcuno mi sfreccia davanti, le dragonboat col loro tamburo corroborante mi danno il ritmo per poi prendere il largo coi loro venti pagaiatori.
Basta, il famoso numerino fa miracoli: arriverò pure ultima ma adesso vado, ce la metto tutta, non mi fermano le onde scomposte che ti sbilanciano e sembrano volerti far cadere, non mi ferma il caldo (i pantaloni stagni: ma che li ho messi a fare?), non mi ferma il fatto di essere arrivata a Salò (metà gara, questa volta davvero) e di essermi vista passar davanti almeno dieci persone per aver girato intorno alla boa troppo larga.
Non mi fermo neanche quando inizio a sentire che son stanca al punto da sentir venir meno l’equilibrio sul kayak, anche perché vedo là in fondo Toscolano Maderno, l’arrivo!
Ci piazziamo a metà e un pò più di metà classifica, comunque soddisfatti per essere la prima volta.
I nostri amici nella gara ocean race nonostante la fatica accumulata il giorno prima portano a casa l’ennesimo podio. Che giornata, che gioia, che bellezza. Anche questa è fatta.

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L’isola che non c’è.

Un grande ringraziamento a Tito e Francesco Pamio e a tutto il gruppo Arcobaleno Canoa che ha organizzato e reso possibile la gita a Venezia di sabato 6 febbraio alla quale ha partecipato anche un gruppo di canoisti Assi, emiliano romagnoli.

L’isola che non c’è.

varie defLe barche allineate sul molo, una foto di gruppo e si parte:
dopo pochi metri la laguna si apre davanti ai nostri occhi, la temperatura è buona, le condizioni meteo di questo sabato di febbraio sono state clementi con noi canoisti e, ognuno col suo passo, ci avviamo verso Venezia che è all’orizzonte, sul lato opposto. Indossiamo i costumi di carnevale: qualcuno ha speso
più tempo e risorse per agghindarsi, altri, come il sottoscritto, indossano qualcosa di semplice, chi una parrucca, chi una maschera o delle lunghe orecchie sulla testa…ciò che conta è lo spirito. I colori dei costumi si sposano perfettamente con quelli dei kayak, dei giubbetti e delle giacche ad acqua, i travestimenti si abbinano benissimo con l’abbigliamento tecnico, anche perché già di per sé, una volta chiuso  il paraspruzzi, i canoisti assomigliano a figure mitologiche: fauni e centauri,  metà uomo e metà natante.
Seguiamo sulla destra la fila di pali che segnalano il canale, che ad occhio nudo non si vede, ma che serve a condurci a destinazione evitando di arenarci nel fango dei fondali più bassi.
Dopo qualche chilometro, appena caldi i muscoli, Tito dice al gruppo: ” Fermiamoci all’isola!”…e non per l’esigenza di riposarci, ce la vuole mostrare, vuole proprio portarci lì. Dalla laguna ci appare un isolotto con bassa vegetazione e più di uno si sarà domandato :”Cosa ci sarà sull’isola di tanto interessante a parte qualche ciuffo d’erba?”. Approdiamo ad un piccolo e ben fatto pontile e dai kayak scendono un faraone, Zorro, l’Uomo Ragno, un pellerossa ed il resto della banda mascherata. L’aspetto dell’isola è quello di un luogo abitato: il prato curato come un giardino condominiale, ma  senza condominio, a pochi metri dalla riva c’è un rancio fatto di rami sgrossati ed il tetto in lamiera con un grande foro al centro per far respirare un fuoco attorno al quale radunarsi con  amici o persone che lo diventeranno. Sembra un tempio eretto alla convivialità. Un signore che indossa un naso finto mi spiega con accento veneziano che l’isola è gestita in maniera puramente volontaria dalle stesse persone che la visitano abitualmente, che è aperta a chiunque e che in diversi si sono spontaneamente prodigati alla costruzione e al mantenimento di tutte le piccole strutture di accoglienza a disposizione.
Detta così mi suona come qualcosa di incredibile, non tanto per
l’aspetto di collaborazione di volontari poiché, anche se non di regola, il mondo è comunque pieno di persone di buona volontà, ma è l’autogestione affidata al buon senso che mi lascia positivamente esterrefatto. “D’estate…” mi dicono, “è pieno di gente, chi gioca a pallone, chi fa merenda, e non esiste nessuna regolamentazione a parte il rispetto per le cose che sono a disposizione di tutti!”.
Una vera e propria “Isola Anarchica” dove vige la legge del buon senso.”Che bella cosa” penso fra me e me: sembra quasi una favola, il ruolo da cappellaio “matto” ho già una mezza idea a chi affibbiarlo, poi io con addosso le orecchie del Bianconiglio: di personaggi strani siamo pieni, manca solo una gentil donzella che si prenda la briga di fare Alice e questo potrebbe essere il Paese delle Meraviglie. Tito ci chiama a raccolta: dobbiamo imbarcarci, la meraviglia di Venezia ci attende.
copertina defNon l’avevo mai vista per Carnevale, in realtà mi rendo conto che a parte qualche ponte, il Canal Grande da un vaporetto e Piazza San Marco, la Venezia dei piccoli canali non l’avevo mai vista. Dal vaporetto le gondole non sembrano poi così grandi, ma seduti su di un guscio di noce  a pochi centimetri di distanza sembrano veramente dei giganti, tenuto conto degli angusti spazi di manovra e del fatto che  frenare con le barche a remi  non è una scienza esatta.  Assume un aspetto particolarmente minaccioso il tipico rostro dentato di acciaio scintillante che hanno sulla prua, meglio schivarlo con precisione…meglio .
Sul Canal Grande la velocità dei vaporetti rispetto alla nostra carovana sembra quella di un aliscafo, bisogna attendere il momento giusto per attraversare  tutti insieme, in modo da cumulare in un’unica istanza la maledizione degli altri natanti.
Gli orientali ci scattano le foto ripetutamente, sembra che non abbiano mai visto dei canoisti in costume, poi, pensandoci bene,
gondole e vaporetti nel campo slalom di Valstagna non desterebbero meno stupore, effettivamente è il contesto che rende strane le cose.
Passato Rialto ci infiliamo in un canale secondario per fermarci  in una piazzetta bellissima e affollata, è ora di pranzo quindi tiriamo le barche in secco e le affianchiamo a mò di rastrelliera al centro della piazza.
vascoDai gavoni saltano fuori bottiglie di bianco e di rosso, i contenitori sono improvvisati, ma il loro contenuto lo è tutt’altro: mi viene specificato che il rosso è Cabernet e con il bianco arrivo da solo a riconoscere un più che onesto Moscato.
Tito siede alla destra di un piccolo capannello di canoisti autoctoni, sulla sinistra c’è Francesco che molto gentilmente  si è offerto di accompagnare in doppia una ragazza del nostro gruppo, arrivata priva di equipaggio. Vedo girare il sacchetto delle frittelle,
lo stesso al quale avevo attinto prima della partenza, solo un pò più vuoto, ne approfitto nuovamente insieme all’ennesimo bicchiere di rosso.
Nel piccolo gruppo stanno parlando dell’Isola e l’argomento cade sul fatto che le autorità locali marittime o demaniali
(suppongo, ma non ho approfondito) conoscano e sostengano l’iniziativa, lasciando a chi se ne occupa la libertà di gestione, raccomandando però di non fare troppa pubblicità  alla questione.
Accenno ad un sincero e serio apprezzamento, ma mi viene fatto notare che apprezzamenti seri non sono spendibili neanche a Carnevale da uno che indossa sulla testa due lunghe e rosa orecchie pelose…rientro quindi nel non ostentare  personali congetture . Fra me e me mi sovviene un pensiero: forse l’anarchica isola della buona volontà potrebbe non  piacere a tutti e forse un ottuso e/o un malfidato, nel posto sbagliato, al momento sbagliato, potrebbe mettere fastidiosi bastoni fra le ruote. Forse l’isola dell’amicizia e del buon senso è al sicuro finché rimane un’Isola che non c’è, e deve essere accudita da chi sia disposto a difenderla dal Capitan Uncino di turno.
Per raggiungerla non importa volare, ma basta qualche pagaiata ed un “pensiero felice”.
Le frittelle di Tito sono veramente buone e, come  i suoi discorsi, vanno giù che è una meraviglia, ma è ora di ripartire, bisogna tornare sulla terraferma prima che venga buio.
Riattraversiamo la laguna prendendo come riferimento i tralicci delle antenne dall’altra parte, l’isola ora non sembra più la stessa:
è solo una striscia scura, sulla destra all’orizzonte c’e bassa marea e quindi giriamo larghi per non insabbiarci. Approdiamo dopo un’ora, il freddo e la stanchezza incominciano a farsi sentire.

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Siamo in barca da stamattina e, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo fatto quasi venti chilometri.
Scendiamo sul molo che il sole è già tramontato, ci cambiamo e carichiamo le barche sul tettuccio, un saluto veloce ed un sincero ringraziamento a quelli del club che ci hanno ospitato e fatto da guida. Poi tutti in macchina verso casa.
Mi avrebbe fatto piacere indulgere nel commiato per qualche altro
minuto…la prossima volta, non mancherà occasione.
Al ritorno guido io e al casello di Altedo usciamo per prendere ognuno la sua macchina, sono quasi a casa e, nei pochi chilometri
che mi separano dall’uscita di Bologna, richiamo con piacere alla mente i bei momenti della giornata e mi sovviene una considerazione: “Oggi sono stato insieme a Zorro e all’Uomo Ragno su di un’isola governata dal buon senso e dall’amicizia”.
Forse è un’illusione, forse è un’isola che esiste solo nella fantasia , ma vale comunque la pena di raccontarlo.

Giancarlo Vasconiglio.

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Aquasportsanterno augura a tutti un Buon Natale e un Felice Anno !!!!

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Aquasportsanterno augura a tutti un Buon Natale e un Felice Anno !!!!

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A.s.s.i. in Svizzera!

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ASSI in SVIZZERA La carovana parte alle ore 20:30 di venerdì 04-09-2015, in loco formazione equipaggi, sono 380 km da Imola, quasi tutti in autostrada (Imola/Milano/Como/Chiasso/Bellinzona/Valle del Moesa). Per dormire camper propri o tende proprie, si dorme in boschi (infestati da fate, gnomi e folletti) La difficoltà dei percorsi fluviali cambia notevolmente in base alla portata dei fiumi/torrenti, sabato si scenderanno alcuni tratti del fiume Moesa, con difficoltà Medio/Mediobasso.

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Domenica si scenderà… Calancasca? Verzasca?, con difficoltà Alta/Medioalta, i percorsi verranno scelti in base alle capacità dei partecipanti/portata m3/s. Per qualsiasi informazione contattarmi. Sticca Massimo – Guida Fluviale/Istruttore 338 8210647

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FINALMENTE LE FERIE!!!!!!!

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FERIE!!!!
Dal 1 al 15 Agosto raduno internazionale FICT in Francia, come da tradizione

Siamo al 38° anno di un raduno che richiama un’enormità (centinaia e centinaia) di canoisti provenienti da tutta Europa, si ritrovano per passare le ferie estive in compagnia condividendo la medesima passione, l’andare in canoa/kayak.

Dal 1982 ci si trova al camping Du Lac_ Les Iscles ad Eygliers, nelle alti alpi francesi di cui riportiamo le coordinate GPS (+44° 40′ 33.74″ , +6° 36′ 33.20″).

Aqua Sport Santerno Imola (A.S.S.I.) sarà presente dal 1 al 15 Agosto.
Saranno messe a disposizione Guide Fluviali che organizzeranno quotidianamente uscite in fiume secondo il livello dei canoisti che vi parteciperanno.

Nella seconda settimana di Agosto sarà organizzato un corso sulla sicurezza fluviale.

La zona è ricca di percorsi fluviali con diverse caratteristiche tra loro, inoltre ci sono moltissime possibilità di fare sport e attività di ogni tipo, come: canyoning, gite in mountain bike, arrapicata sportiva, alpinismo, vie ferrate, vela, hydrospeed, gite sul ghiacciaio, orienting, sup, rafting, aquiloni, gite a cavallo e tanto altro.

Per ulteriori informazioni:

Massimo Sticca

3388210647

info@aquasportsanterno.it

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Weekend sul Sesia con Aquasport Santerno

IMG-20150605-WA0001Incastonato nelle Alpi occidentali, alle pendici del Monte Rosa nasce il fiume Sesia che con le sue acque cristalline offre percorsi canoistici per tutte le capacità tecniche e per ogni livello.

Se il fiume è la tua passione… a questo appuntamento non puoi mancare.

Partenza venerdì 12 giugno (sera), la carovana partirà alle ore 20:30 dall’Aqua Sport Santerno con rientro domenica 14 (sera).

Appuntamento per la discesa guidata di sabato e domenica: ore 10:00 a Campertogno nel Centro Rafting di Eddy line.

Si effettueranno due/tre percorsi al giorno, tutti consecutivi l’uno all’altro, questo per poter permettere a tutti di trovare il proprio livello di divertimento.

Difficoltà fluviale dei percorsi saranno intorno al 2° grado e altri intorno al 3° grado.

I percorsi saranno decisi in base alle capacità dei partecipanti e al volume d’acqua per garantire il massimo divertimento nella massima sicurezza.

Per dormire in valle ci sono infinite le possibilità, con una semplice ricerca su internet potete trovare:

tendacamperpensionialberghibed & breakfast

Per informazioni:

3388210647

info@aquasportsanterno.it

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